L’esplosione del digitale e dell’internet of things, ha generato la necessità per le banche di adattare il proprio business model all’innovazione e all’evoluzione del mercato di riferimento. Nasce quindi l’era del “Digital Banking”, un nuovo paradigma che si sostanzia nella digitalizzazione di tutte le attività ed operazioni bancarie, storicamente disponibili soltanto ai clienti che si recavano fisicamente presso le filiali.

Il Digital Banking non deve essere confuso con il cosiddetto “Online Banking”. Infatti, mentre quest’ultima tipologia si concentra sulla digitalizzazione degli aspetti “core” del settore bancario, il modello Digital Banking promuove la digitalizzazione di ogni programma e attività svolta dalle istituzioni finanziarie e dai loro clienti.

La banca digitale è disegnata appositamente per offrire al cliente il servizio da lui voluto attraverso i canali da lui preferiti (Pc, Smartphone, tablet, ecc).
L’implementazione del modello Digital Banking si basa su tre differenti dimensioni: client centricity, Big Data, e flessibilità organizzativa.
Relativamente alla prima dimensione sopracitata, l’obiettivo è quello di essere sempre più in linea (se non addirittura anticipare) con le richieste del cliente. Lo studio dei costumers behaviors assume quindi un ruolo cruciale che viene eseguito grazie al flusso d’informazioni scambiate su differenti canali (social network, operatori online, applicazioni, ecc.).
Per quanto riguarda invece la dimensione Big Data, questa si riferisce alla capacità di creare dei digital team (costituiti da un mix di personale, IT e Marketing) capaci contemporaneamente sia di comprendere i bisogni del cliente, sia di produrre concrete innovazioni pronte per essere rilasciate sul mercato. I digital team garantiscono quindi continue innovazioni creando un efficiente collegamento tra il know-how interno e le informazioni ottenute esternamente.
L’ultima dimensione, quella dell’organizzazione flessibile, risulta essere fondamentale per le Digital Bank. Infatti, per quest’ultime, l’imperativo è quello di adattare il modello operativo alle dinamiche di mercato e solo grazie ad un’estrema flessibilità il suddetto obiettivo potrà essere raggiunto.

La scelta del modello di business finora descritto comporta importanti benefici per le banche.
Primo fra tutti, la riduzione dei costi operativi, ottenuta grazie all’eliminazione di costose operazioni di elaborazione back-office, una riduzione del personale presente nelle filiali e la conseguente riduzione degli “human error”. Inoltre sarà possibile ridurre i costi fissi concentrando il personale in un unico centro, il quale potrà interfacciarsi con il cliente tramite i differenti canali digitali messi a disposizione.
Altri vantaggi derivano dalle capacità, sviluppate dalle banche digitali, di formulare o adattare l’offerta ai bisogni del cliente. In questo modo la banca potrà implementare efficaci strategie di costumer retain e costumer attraction garantendosi profitti sia nel breve che nel lungo periodo.
Il modello Digital Banking inoltre risulta essere positivo anche dal punto di vista del cliente. Quest’ultimo infatti avrà a sua disposizione, in qualsiasi momento, tutti i servizi offerti dalla banca. Grazie all’utilizzo di diversi canali il cliente potrà infatti essere costantemente in contatto e aggiornato con la propria banca, sottoponendosi a costi, sia in termini di tempo che di denaro, nettamente inferiori rispetto ai modelli tradizionali.

Per sfruttare al meglio il potere della digitalizzazione, tuttavia, le banche sono chiamate a risolvere ed affrontare una serie di problemi e sfide.
Un primo problema deriva dalle tecnologie utilizzate, le quali dovranno essere sempre all’avanguardia e costantemente aggiornate. Tutto ciò si traduce in continui investimenti che potranno impattare sulla stabilità finanziaria di breve e medio-lungo periodo.
Altro problema è dettato dal cosiddetto “cyber crime” (la cui disciplina è regolata internamente dal Framework Nazionale di cyber security, disciplinato sulla base del regolamento emanato dal NIST) che si sostanzia nella possibilità di attacchi informatici volti non solo al patrimonio del cliente ma anche alla modifica dei dati di quest’ultimo. Sarà compito delle banche eseguire adeguati test per individuare i possibili punti di vulnerabilità, da cui gli hacker possono trarre vantaggio, offrendo la soluzione appropriata.
Ultimo, ma non meno importante, è il problema derivante dall’allineamento con la regolamentazione di riferimento. Attualmente non è stato rilasciato un dettagliato sistema normativo, tuttavia una futura introduzione di regole e leggi potrà impattare negativamente sulle banche che vantano un modello di business “Digital Banking”.