Il dibattito sul Bitcoin va avanti ormai da quasi dieci anni, ma negli ultimi tempi l’attenzione si è spostata sulle tecnologie sottostanti il funzionamento delle criptovalute. Da qui la necessità di dare inizio allo studio della Blockchain, ossia un protocollo tramite il quale vengono effettuate differenti operazioni su internet senza alcun intermediario. Entrando maggiormente nel dettaglio, il protocollo di comunicazione Blockchain è un Database distribuito che non si trova fisicamente su un’unica piattaforma. I dati e le relative informazioni, infatti, vengono dislocati su più macchine facenti parte tutte dello stesso network e collegate tra loro attraverso la rete. I computer presenti all’interno della Blockchain vengono definiti nodi nei quali è presente la stessa copia di dati. Quest’ultimi sono immagazzinati in strutture ben precise chiamate blocchi che si compongono di due parti principali:
• l’intestazione, dove vengono identificati i numeri di blocco di riferimento, la data di creazione ed il collegamento al blocco precedente;
• il contenuto, che si traduce in un elenco di risorse digitali e in un insieme di istruzioni per eseguire l’operazione.
Una volta identificato l’ultimo blocco, è possibile accedere a tutti i blocchi precedenti collegati tra loro nella catena, in modo tale da rendere sempre disponibile la cronologia completa di tutte le attività e le istruzioni eseguite fin dal principio.
Ma chi può far parte della Blockchain?
La risposta è: dipende dal tipo di Blockchain. Infatti, quest’ultime si suddivido in due tipologie: pubbliche o private.
Nella prima tipologia qualsiasi utente può far parte del network, in quanto è sufficiente avere il programma richiesto per poter scrivere o leggere i dati. In questo caso le attività digitali e le operazioni ad esse correlate sono rispettivamente create e convalidate da un processo comunemente denominato mining. I partecipanti al network, infatti, forniscono grandi quantità di potere di elaborazione che verranno utilizzate per risolvere equazioni matematiche ad alta intensità di processo, previa verifica della legittimità dell’attività digitale. Maggiore sarà il numero dei partecipanti al network, maggiore sarà la difficoltà per i malintenzionati di corrompere il processo di verifica, proprio perché l’operazione verrà presa in carico solo se il 50% +1 degli attori l’autorizzeranno.
Nella cosiddetta private Blockchain, invece, i network sono composti da attori conosciuti a priori, con singolari permessi per aggiornare il database. In questo caso i partecipanti posso provenire sia dalla stessa organizzazione, sia da differenti organizzazioni operanti nello stesso settore le cui relazioni sono il frutto di accordi informali, contratti formali, etc.
L’utilizzo e l’implementazione della Blockchain, sottostante alle differenti tipologie di attività digitali, produce effetti positivi sia sui singoli utenti sia sulle organizzazioni.
Per quanto riguarda i primi, la presenza di un network decentralizzato permette, contemporaneamente, un incremento della velocità di scambio delle informazioni, una riduzione del tempo di processamento, una riduzione di eventuali costi previsti per effettuare uno scambio e, non per ultimo, aiuta a migliorare la qualità, la stabilità e la disponibilità dei servizi.
La presenza di un database distribuito tra più utenti e l’adozione della firma digitale, inoltre, garantiscono più trasparenza nelle operazioni e di conseguenza la riduzione del rischio di frodi e furti.
Per quanto riguarda le organizzazioni, la Blockchain si traduce in un valido strumento capace non solo di aumentare la velocità di scambio delle informazioni tra le diverse funzioni (riducendo così sia i costi operativi che i costi fissi), ma anche di incrementare l’efficienza attraverso la creazione di formati dati standard facilmente scambiabili tra le diverse funzioni. Inoltre, l’assenza di un database fisico garantisce alle organizzazioni la possibilità di difendersi non solo da eventuali perdite di informazioni, ma anche da eventuali attacchi provenienti sia dall’interno che dall’esterno.
In un’era in cui le informazioni e le grosse moli di dati risultano ormai essere di fondamentale importanza, le Blockchain rappresentano un’ottima soluzione per gestire e analizzare tutti i processi ed attività digitali, in un’ottica trasparente, condivisa e veloce.